Un pieno di bellezza: le stazioni di servizio nell’immaginario artistico
Dalla pittura alla fotografia, al design: alcune opere raccontano come questi luoghi della quotidianità siano diventati icone culturali.
Era il 1928 quando Gio Ponti, in un articolo dal titolo Lo Stile della Benzina pubblicato su Domus, elogiava le stazioni di servizio. “Sono beato”, scriveva “quando vedo qualcuno di quei certi candidi e schietti padiglioni… distribuiti lungo le nostre strade maestre e agli incroci di esse”. Ai tempi erano semplici, cementizie e bianchissime, con gronde sporgenti a riparare le macchine, come precisa nell’articolo, eppure lui in quelle strutture aveva già colto una modernità che avrebbe trasformato l’architettura.
E forse non era il solo, se molti artisti e fotografi le hanno scelte come soggetto delle loro creazioni.
Pioniere di questa ricerca è sicuramente l’artista americano Ed Ruscha che, memore degli insegnamenti avuti dalla pop art, ha innalzato la rappresentazione di una pompa di benzina a livelli mai visti prima. Un suo dipinto nel 2024 è stato battuto dalla casa d’asta Christie’s alla cifra di 68,3 milioni di dollari¹. Standard Station, Ten-Cent Western Being Torn in Half: cinque pompe di benzina rosse viste in prospettiva si stagliano su un cielo azzurro. La stazione di servizio torna protagonista anche in un’altra opera dell’artista: il libro fotografico Twentysix Gasoline Stations (Ventisei stazioni di rifornimento) del 1963. Un progetto che racconta la vita dei distributori lungo la celebre Route 66, che Ruscha percorreva spesso per raggiungere la sua città natale in Oklahoma.
Il libro è la narrazione di un viaggio interiore che disegna una mappa precisa di serbatoi di gas e idrocarburi visti negli stessi punti ma da angolazioni differenti.
La prima edizione di 400 copie aveva un prezzo di copertina di tre dollari². Stessa prima edizione che, autografata dall’artista ma con la copertina in pessime condizioni, oggi si trova in vendita a 4mila dollari e le stampe delle fotografie in esso contenute vengono vendute a cifre superiori ai 120 mila dollari.
La quotidianità come scenario urbano
Già prima di lui un altro grande della pittura americana del Novecento, Edward Hopper, interessandosi agli scenari urbani della quotidianità, ha rappresentato i suoi personaggi anche all’interno di stazioni di servizio. Nelle sue vedute cittadine appaiono spesso insegne di compagnie petrolifere e pompe di benzina. Gas del 1940 è uno dei dipinti più rappresentativi su questo tema. Un distributore sperduto nella provincia, al centro tre pompe rosse e un uomo che si accinge a chiudere l’impianto. In questo paesaggio sospeso la stazione diventa uno dei pochi segni della presenza umana.
Fermo immagine sulla strada
Anche in Italia fotografi, artisti, scrittori hanno esplorato luoghi di passaggio nascosti, quasi ai margini, facendone spazi di osservazione e di immaginazione.
Come Luigi Ghirri con le sue fotografie, in particolare quelle raccolte nei volumi Esplorazioni sulla via Emilia e Il profilo delle nuvole. Immagini di un paesaggio italiano. Ghirri è il cantore a colori delle periferie italiane, attraverso il suo sguardo è sempre stato in grado di trasmettere la poesia della semplicità.
Nelle sue immagini, scattate durante i viaggi per l’Italia tra gli anni Settanta e Ottanta, le stazioni di servizio da semplici spazi si trasformano in racconto, diventando un simbolo della modernità e evidenziando la trasformazione del paesaggio italiano, con una riflessione sul rapporto tra uomo, territorio e infrastrutture.
Ritorno al passato: la memoria di un museo
Che le stazioni di servizio siano una testimonianza del cambiamento della storia del nostro Paese come della quotidianità lo si può scoprire varcando la soglia del Museo Fisogni a Tradate (Varese), un luogo speciale che racconta come il nostro mondo sia cambiato, anche nelle attività più semplici come fare il pieno dell’auto.
Fondato da Guido Fisogni nel 1966, comprende una collezione di più di 5000 pezzi legati alla stazione di servizio, che gli è valsa il premio del Guinness World Records come la più completa al mondo. Guido Fisogni è un imprenditore lombardo che negli anni Sessanta rimane affascinato da una pompa di benzina a pentalitri nascosta nella sabbia e da allora inizia a raccogliere nella sua villa varie tipologie di oggetti legati al mondo delle stazioni di servizio: da aerometri e compressori a grafiche pubblicitarie e plastiche delle targhe, latte di olio con gli oliatori, estintori, pompe di benzina e decine di distributori.
Stazioni d’autore: quando il design fa la differenza
Da luoghi iconici a racconto, a simbolo del cambiamento fino ai tempi più recenti in cui hanno saputo coniugare funzionalità e stile.
Le stazioni di servizio sono arrivate a essere il frutto della ricerca e del lavoro di progettazione di grandi designer e architetti. Basti pensare a quella di piazzale Accursio a Milano realizzata dall’architetto Mario Bacciocchi, una costruzione a due piani più quello interrato, con pensiline molto sporgenti, vetrate continue e una forma che ricorda la prua di una nave: un edificio diventato rappresentativo della modernità della città del secondo dopoguerra. A cui è seguita la progettazione di una rete di moderne stazioni, chiamate “bacciocchine”, ancora oggi riconoscibili per le pensiline di copertura a “T” in cemento armato e per essere prive di colonnine di sostegno.
L’innovazione che fa strada
Fino ad arrivare alle Enilive Station, protagoniste di un processo di re-branding che interpreta una nuova idea di mobilità: più semplice, più veloce, più integrata nella vita quotidiana. Un aggiornamento non solo estetico, ma una trasformazione che coinvolge linguaggi visivi, servizi, prodotti, sempre con la centralità rivolta alle persone. Il nuovo design parla di movimento, di futuro, con geometrie delle pensiline e totem più morbide e moderne. Ma anche di immediatezza, con forme riconoscibili, per rendere accessibile non solo lo spazio fisico, ma anche la comunicazione. E delle tonalità di colore leggere in contrapposizione al dominante blu. A questo si aggiunge il ruolo delle luci con una maggiore luminosità generale e un “effetto movimento”, in linea con la nuova mobilità.
E il potenziamento della digitalizzazione, che rende questi spazi ancora più connessi e integrati, per offrire il meglio ai clienti e cambiare il concetto di una sosta.
Nelle Enilive Station, oltre a fare rifornimento, è possibile gustare il meglio della cucina italiana (link articolo cucina italiana), fare una riunione di lavoro grazie al Wi-Fi gratuito, concedersi il piacere di un aperitivo prima di cena. Tutto in un unico posto.
Prima o poi architetti e designer dovranno progettare delle stazioni di servizio per le prime macchine volanti. D’altronde già in Blade Runner gli “spinner” disegnati da Syd Mead erano un misto tra automobili e aerei. In attesa che questo accada, possiamo vivere appieno quelle di oggi con tutte le loro funzionalità, prima che diventino oggetti da museo.
Contenuti extra:
Dalla benzina allo schermo
Le stazioni di servizio sono state anche oggetto di progetti di riconversione. L’esempio più brillante si trova a Clerkenwell Road a Londra ed è stato realizzato dal collettivo londinese Assemble, trasformando una stazione di servizio in un cinema: “The Cineroleum” (2010). La pensilina di un vecchio distributore diventa la copertura di una sala per proiezioni, e supporto del suo scintillante sipario metallico. Il distributore diventa il palcoscenico di uno spettacolo urbano.
Nuove icone urbane
Oltre a ispirare artisti, fotografi, designer, le stazioni di servizio sono state considerate esse stesse degli oggetti d’arte. Tanto che i due architetti Henry-Russell Hitchcock e Philip Johnson nel 1932 hanno incluso un distributore della Standard Oil come esempio di architettura funzionalista moderna nella mostra Modern Architecture: International Exhibition al MoMA di New York. Questo ha reso le stazioni di servizio dei simboli della modernità e elementi essenziali del paesaggio cittadino.
Una strada diventata leggenda
Compie 100 anni quest’anno la Route 66, la strada del sogno americano, quella che segna l’attraversamento da est a ovest, simbolo della cultura pop del XX secolo. Era il 30 aprile del 1926 quando venne inaugurata per collegare Chicago, nell’Illinois, a Los Angeles, in California. Consacrata come Mother Road nel romanzo Furore di John Steinbeck, diventa simbolo di libertà per Jack Kerouac in On the road, manifesto della Beat Generation. L’ha cantata Nat King Cole nel brano (Get Your Kicks on) Route 66, reinterpretato da artisti iconici, tra cui Chuck Berry, i Rolling Stones e i Depeche Mode.
Fare il pieno con stile
Gli editori di Design Curial, che si occupa di architettura, hanno osservato le aree di servizio di tutto il mondo, le caratteristiche e i servizi offerti. Delle migliaia visitate, hanno classificato le 10 migliori al mondo sulla base del design, dell’innovazione e del rapporto con il contesto circostante. La prima è la Rest Area Niemenharju, situata in Finlandia, lungo l’autostrada E75 che va Finlandia alla Grecia. Realizzata dallo studio di architettura Puisto di Helsinki, include un ristorante, un minimarket, una zone notte e persino una sauna e con le 24 travi in legno che sostengono il tetto evoca la foresta di alberi che c’è lì vicino³.
Viaggio per immagini
It’s a Gas! The Allure of the Gas Station è un volume illustrato di 240 pagine a cura di Robert Klanten e Sally Fuls e pubblicato da Gestalten che raccoglie le stazioni più spettacolari di tutto il mondo. Ripercorre la storia dell’ultimo secolo mostrando i cambiamenti nel costume, nell’architettura e nella società, attraverso le trasformazioni delle aree di servizio. A renderlo interessante è il viaggio on the road e la scoperta che le stazioni di servizio e le pompe di benzina hanno acquisito nel tempo un valore culturale e che oggi simboleggiano la libertà e il cambiamento.
It’s a Gas! è il libro ideale non solo per gli appassionati di architettura e design, ma per chi ama i viaggi on the road.
1 Battuta d’asta del 19 novembre 2024.
2 Cosa resterà delle pompe di benzina, pubblicato su Domus.
3 La notizia è stata pubblicata nell’articolo Le 10 stazioni di servizio più belle del mondo.